Il festival “Approdo” è entrato nel vivo a Giulianova, con la direzione artistica di Loredana Iannucci, che lo ha ideato, cinque anni fa, sul filo del lascito multiculturale del glorioso festival di Montone, da lei stessa concepito e diretto per diversi lustri nell’omonimo borgo. Scelte, atmosfere e suggestioni che, anche oggi, grazie ad una passione autentica e a un irrinunciabile amore per il teatro e per l’arte come incontro e anima di luoghi e spazi di condivisione, Loredana Iannucci continua a proporre con generosa dedizione.
Prologo d’eccezione, in vista dello spettacolo “Re Lear è morto a Mosca” (che si terrà in Piazza Dante il 2 agosto), e che ne porta la regia, è stato un incontro, tanto prezioso quanto emozionante, per quanti ne abbiano vissuto, proprio in Abruzzo, alcuni momenti dell’esperienza teatrale, con César Brie, l’attore e regista di origine argentina che ha concentrato nella sua arte la cultura occidentale e quella andina.
La stessa chiaroveggenza, la stessa onestà e profondità di pensiero, la stessa ispirazione di quei formidabili anni, tra gli Ottanta e i Novanta, vissuti in particolare all’Aquila, dove Brie trovò una patria culturale e un pubblico di riferimento, grazie all’amicizia e alla collaborazione – da egli stesso sottolineate – con Giancarlo Gentilucci e i suoi più stretti collaboratori dell’associazione “Arti e spettacolo”, ma anche con il festival di teatro di strada di Montone, per l’appunto, dove l’attore e regista portò alcune delle sue prime, memorabili creazioni sceniche.
Nella suggestiva ambientazione della Torre del Salinello, ospite la Tenuta Cerulli – Spinozzi, Brie ha ispirato e affascinato con la narrazione della sua lunga e coerente esperienza di artista, regista e insegnante e del suo rapporto con gli attori. Giovani, per lo più, che frequentano la sua “Isola del Teatro” e la Scuola Galante Garrone di Bologna, con i quali ha allestito “Re Lear è morto a Mosca”, del processo di creazione dello spettacolo, dei suoi autori di riferimento e delle strategie drammaturgiche. “Il teatro – dice – è un’arte simbolica; tutto il mio lavoro di regista consiste nel creare metafore, nel come fare poesia con il mio corpo”.
Per il pubblico avvinto dalla sua parola, Brie ha ripercorso i passaggi della sua eccezionale biografia artistica: dalla Comuna Baires, in Argentina, ai primi anni Settanta (in cui era anche Horacio Czertok, anch’egli incontrato in Abruzzo per la prima volta a Montone), al Collettivo Tupac Amaru, fondato in Italia con Dario Manfredini, tra gli altri; dall’esperienza dell’Odin Teatret, dal ’75 a Holstebro, in Danimarca, allievo di Iben Nagel Rasmussen con cui fondò il Gruppo Farfa, al trasferimento in Bolivia, nel ’91, nel paesino di Yotala, dove fondò il Teatro de los Andes. Questo teatro oggi è una creatura autonoma, mentre Brie, a causa delle minacce di morte subite a seguito del suo documentario “Tahuamanu” che denunciava il massacro dei campesinos boliviani, l’11 settembre 2008, è tornato a stabilirsi in Italia, costruendo nuovi legami e collaborazioni, soprattutto quella con Antonio Attisani, con cui ha creato lo spettacolo “Boccascena”, di cui ha parlato.
La visione del documentario “Dalle Ande agli Appennini”, sull’esperienza del Teatro de los Andes, realizzato nel 2000 con la regia di Giancarlo Gentilucci e la fotografia di Paolo Porto, ha prodotto stupore, specialmente nei tanti giovani presenti, con i quali Brie ha generosamente interagito. Per tutti, anche per chi “c’era” e custodisse memorie giovanili di anni straordinari, l’incontro non è stato occasione di nostalgia,quanto di una piacevole riscoperta di emozioni feconde e durevoli, e di vive ispirazioni.
Il programma del festival, che si avvale dell’organizzazione di ACS Circuito Spettacolo Abruzzo, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Giulianova, del BIM e della Fondazione Tercas, secondo la cifra che contraddistingue la prassi ideativa della direttrice artistica Iannucci, realizza fino al 3 agosto una totale immersione nell’esperienza artistica, diffusa nel centro storico di Giulianova, animato in ogni dove da concerti, spettacoli, incontri culturali e letterari e installazioni d’arte.
